Riconoscimento facciale, un futuro in chiaroscuro. Serve più attenzione alla privacy

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Le tecnologie per il riconoscimento facciale sono tra le più controverse per le implicazioni su privacy e diritti civili. Basti pensare a quello che sta succedendo nelle proteste a Hong Kong, dove i manifestanti hanno usato puntatori laser o indossato maschere e caschi per non farsi riconoscere dai sistemi biometrici e distrutto i lampioni dove erano installate le telecamere per il rilevamento dei volti. Si tratta di una delle forme di ribellione contro un’autorità governativa percepita come intrusiva, ma come si conciliano i diritti inviolabili dell’individuo e le esigenze della pubblica sicurezza? E questa riflessione di natura etica quale impatto può avere sulle aziende che sviluppano e vendono tecnologie di riconoscimento basate sulla biometria? Per gli analisti di Frost & Sullivan non ci sarà alcuno stop allo sviluppo del mercato: i sistemi biometrici si diffonderanno “senza se e senza ma”, perché rendono l’Identity and Access Management (e in particolare l’acquisizione di nuovi clienti digitali, il client onboarding) molto più efficiente rispetto ai metodi convenzionali come Pin, password o carta di identità. Tuttavia i fornitori tecnologici saranno costretti a un ripensamento dell’offerta: dovrà essere perfettamente compliant con la normativa e incorporare la privacy by design, ovvero la sicurezza e la tutela del dato personale, che include le caratteristiche fisiche.

Identificazione biometrica, crescita a due cifre

Le stime sul valore del mercato globale dell’autenticazione e identificazione biometrica variano a seconda dei parametri usati dalle diverse società di ricerca, ma i numeri e i ritmi di crescita sono importanti. Grand View Research prevede un fatturato di 59,3 miliardi di dollari nel 2025, pari a un Cagr del 19,5% dal 2018 al 2025. Reportlinker ha fissato il valore del mercato globale della biometria a 52 miliardi di dollari nel 2023. MarketsandMarkets si ferma a 41,8 miliardi di dollari nel 2023, con un Cagr del 20% dal 2018. La prima spinta arriva dalla necessità di fornire sistemi di autenticazione sempre più sicuri a protezione da frodi e cyber-attacchi.

GDPR e biometria, rischio violazioni: gli esempi

Per garantire questo trend di crescita, sottolinea Frost & Sullivan, l’industria deve necessariamente tenere conto della pressione regolatoria. Il rispetto del dato personale – sancito di recente in Europa con la General data protection regulation (Gdpr) – è un cruciale terreno di scontro tra biometria e privacy e, secondo Frost & Sullivan, le violazioni del Gdpr a causa di un utilizzo “improprio” dei sistemi di riconoscimento biometrico sono diffuse e destinate ad aumentare in Europa, non solo da parte di grandi aziende, ma anche di piccole realtà, perché il primo nodo è la scarsa comprensione di quanto viene richiesto dalla normativa.

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