Dati genetici in standby, manca all’appello l’intervento del Garante

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Il GDPR prevede anche “misure di garanzia” per il trattamento dei dati genetici, biometrici e relativi alla salute in ambito sanità digitale.

Vediamo il quadro in Italia in attesa che il Garante proceda alle valutazioni del caso per chiudere questo passaggio.

Dati biometrici e genetici, il tema della definizione

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di dati genetici e biometrici per il loro peculiare utilizzo nel mondo della ricerca scientifica e nel più grande universo del progresso tecnologico, e a causa del veloce sviluppo dei suddetti campi, risulta difficile definirli.

Nel contesto italiano è stata fornita, nel febbraio 2007, una prima definizione di dati genetici dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, d’ora in avanti anche Autorità Garante, il quale aveva stabilito che è dato genetico «il dato che, indipendentemente dalla tipologia, riguarda la costituzione genotipica di un individuo, ovvero i caratteri genetici trasmissibili nell’ambito di un gruppo di individui legati da vincoli di parentela». Già il Consiglio d’Europa nel 1997 nella Raccomandazione n. R(97)5 e l’Unesco nel 2003 nella Dichiarazione internazionale sui dati genetici umani, del 16 ottobre 2003, avevano provveduto ad elaborare una propria definizione in merito, le quali, anche se divergenti, presentavano delle caratteristiche comuni.

L’incertezza definitoria era presente anche per i dati biometrici, poiché differenti definizioni erano state fornite dal Comitato nazionale per la bioetica nel 2010, il Gruppo di lavoro WP29 e dalla stessa Autorità Garante per la protezione dei dati personali nel 2014.

Solamente con il testo del Regolamento UE 2016/679 si è avuta una definizione giuridica di dati genetici e dati biometrici. L’art. 4.13 e 4.14 definisce, infatti, dati genetici “i dati personali relativi alle caratteristiche genetiche ereditarie o acquisite di una persona fisica che forniscono informazioni univoche sulla fisiologia o sulla salute di detta persona fisica, e che risultano in particolare dall’analisi di un campione biologico della persona fisica in questione”, e dati biometrici “i dati personali ottenuti da un trattamento tecnico specifico relativi alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali di una persona fisica che ne consentono o confermano l’identificazione univoca, quali l’immagine facciale o i dati dattiloscopici”.

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Autore: Redazione
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