Dalle tecnologie esponenziali alla Cognitive Enteprise: appuntamento il 12 settembre a Milano

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Abbiamo avuto più volte occasione di parlarne: le cosiddette tecnologie esponenziali, vale a dire le tecnologie caratterizzate da rapide accelerazioni, guidate dai risultati raggiunti progressivamente, come cognitive computing, intelligenza artificiale, robotica, Internet of Things, blockchain, rappresentano oggi le leve sulle quali le aziende costruiscono non solo la loro competitività, ma anche nuovi modelli di business, dai quali ricavare nuova redditività.

Dalle tecnologie esponenziali alla cognitive enterprise

In particolare, l’ambito dell’intelligenza artificiale e dei sistemi cognitivi secondo le più recenti stime di IDC per l’anno in corso, dovrebbero rappresentare un giro d’affari superiore ai 13,5 miliardi di dollari, figli di un combinato di sposto di soluzioni, applicazioni, software, servizi, investimenti infrastrutturali.
Un dato confermato per altro anche dal più recente studio C-suite di IBM, che ha coinvolto più di 12.500 CxO in tutto il mondo: il 26 per cento dei budget per investimenti tecnologici delle imprese è già destinato a tecnologie cognitive, mentre si registra anche un crescente interesse per altre tecnologie emergenti.
Tutto questo, cosa ancora più rilevante, ha un impatto sempre più significativo sulle persone, sugli stili e sulle modalità di lavoro, sui processi, sulle modalità con le quali le aziende si relazionano tra di loro e con il mercato.
Sono cambiamenti importanti, dai quali prendono vita nuove “forme aziendali”, nei quali il paradigma della digital transformation trova una nuova declinazione in quella che viene oggi definita cognitive enterprise, vale a dire un’azienda in grado di cogliere al meglio tutte le opportunità che da queste leve tecnologiche derivano.

Dai reparti all’azienda-piattaforma

Un’azienda che si stacca dai retaggi del passato e sempre più si configura non in base a reparti o dipartimenti, bensì come piattaforma, anzi, come una serie di piattaforme, come ben ha spiegato Mark Foster, Global Leader of IBM Global Business Services, in un paper dal titolo The Cognitive Enterprise – Part 1 – The journey to AI and the rise of platform-centric business architecture: la cognitive enterprise del futuro sarà composta da una serie di piattaforme “intelligenti”, almeno una delle quali sfrutta le competenze principali di un’azienda. Un’organizzazione di successo dovrà interagire con un ecosistema di piattaforme per supportare la propria attività. Il vantaggio competitivo dipenderà dalla velocità con cui una piattaforma core è in grado “imparare” in modo esponenziale e adattarsi continuamente al mercato in evoluzione.

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