Wartsila lancia la… sfida: una filiera 4.0 per accelerare la digitalizzazione delle pmi

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Realizzare applicazioni per smartphone e tablet in grado di interagire con motori di grande taglia per il mercato marino e sistemi per la produzione di energia anche in assenza di rete, quando una nave è al largo o un carro-ponte scherma il segnale in fabbrica. Collezionare, perciò, dati sulla qualità, soprattutto in fase di commissioning. È l’obiettivo di “Sqs#1 – Smart Quality System Challenge #1 – Mobile Offline Application”, la sfida di open innovation lanciata da Opificio Digitale, lighthouse selezionato dal Cluster Fabbrica Intelligente (Cfi). Cfi à l’associazione che – presieduta da Luca Manuelli, Ceo di Ansaldo Nucleare e Cdo di Ansaldo Energia – riunisce tutte le tipologie di portatori di interesse della manifattura avanzata: aziende, università, associazioni, Regioni. Il Cfi ha il compito istituzionale di elaborare scenari di politica industriale da offrire al decisore politico in tema di manifattura avanzata. Lo fa attraverso una roadmap redatta periodicamente attraverso il contributo dei migliori esperti universitari e aziendali.

I Lighthouse Plant sono dimostratori tecnologici destinati ad illustrare gli sviluppi di tecnologie “pratiche”, a far constatare a imprese più piccole che certe applicazioni sono efficaci; in buona sostanza, sono fabbriche eccellenti, fiore all’occhiello di come in Italia si fa la manifattura. Gli Impianti Faro selezionati da Cfi sono quelli di Ansaldo EnergiaTenova-Ori MartinAbbHitachi Rail, e Hsd Mechatronics, (del gruppo Biesse) e appunto Opificio digitale. Il capofila di quest’ultimo è Wärtsilä Italia, filiale italiana di Wärtsilä, azienda finlandese specializzata soprattutto nella fabbricazione di sistemi di propulsione e generazione d’energia per uso marino e centrali elettriche. Wärtsilä ha registrato un fatturato netto, nel 2020, pari a 4,6 miliardi di euro ed è quotata al Nasdaq Nordic. Con circa 19mila dipendenti, la società opera in più di 180 sedi in oltre 80 Paesi in tutto il mondo. Gli altri partner di Opificio Digitale sono il Cnr,l’AreaScience Park ed Ey Teorema; è cofinanziato da Mef e Regione Fvg.

L’obiettivo di Opificio Digitale è duplice: quello di dar vita ad un ecosistema industriale avanzato, una filiera 4.0 dove un software open source accelera la digitalizzazione di piccole e medie imprese; quello di realizzare uno spazio fisico a Trieste per la condivisione di idee e soluzioni tra imprese e centri di ricerca. In questo contesto, la challenge di open innovation: oggi le aziende, per competere meglio sul mercato e creare valore, deve pertanto ricorrere a soluzioni, competenze tecnologiche, idee provenienti “da fuori”, e cioè da un vasto mondo composto da centri di ricerca, start-up, imprese innovative, consulenti, programmatori e singoli inventori.

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Autore: Redazione