Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul credito d’imposta e che nessuno vi ha mai spiegato

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È stato firmato dal titolare del Mise Stefano Patuanelli il Decreto attuativo che chiarisce come accedere al credito d’imposta su ricerca e innovazione nel 2020, misura che va a sostituire l’arcifamoso “pacchetto Calenda“. Grazie a questo testo, Industria Italiana ha realizzato una guida all’uso per l’imprenditore che voglia attivare le agevolazioni. Con il contributo di due esperti: Alessandro Marini, senior advisor dell’Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia e membro del consiglio direttivo del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente e Andrea Pirola, partner dello studio internazionale di consulenza legale e tributaria Pirola, Pennuto Zei & Associati. Sul credito di imposta Industria Italiana aveva già pubblicato altri articoli qui e qui.

Il piano, come annunciato dallo stesso Patuanelli, mobilita 7 miliardi per le imprese che puntano sull’innovazione, gli investimenti green, in ricerca e sviluppo, in attività di design e innovazione estetica, sulla formazione 4.0. La novità più rilevante è il riferimento specifico alla transizione digitale o ecologica, nella quale rientrano attività di de-assemblaggio e remanufacturing, che rappresentano un trend crescente per l’industria: queste attività sono incentivate in misura maggiorata al 10% anziché al 6% come previsto per le altre attività di innovazione. E viene introdotta per la prima volta l’agevolazione anche sull’innovazione di design o estetica, sempre secondo criteri oggettivi.

Il decreto fa infatti riferimento a due manuali dell’Ocse (Oslo e Frascati) per predisporre l’elenco delle attività agevolabili. E specifica che risultano ammissibili ai fini del credito di imposta i lavori svolti nelle fasi precompetitive, anche in relazione a progetti avviati in periodi d’imposta precedenti, finalizzati alla realizzazione o all’introduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa e non dell’intero mercato. ”Nuovi o significativamente migliorati” vuol dire non basta fare mere correzioni di bug nei processi e nei prodotti, ma si riceve il credito su migliorie nelle macchine utensili con l’integrazione di software, o nei componenti, attraverso l’utilizzo di materiali a più elevate prestazioni o con l’applicazione di processi più snelli. Una precisazione che va nella direzione di evitare la distribuzione di incentivi a pioggia.

 

 

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