Transizione 4.0, Patuanelli conferma numeri e indiscrezioni: “Rafforziamo il piano per colmare il gap con l’Europa”

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“Dobbiamo andare assieme porta a porta, Ministero dello Sviluppo Economico e rappresentanti del mondo industriale, a spiegare che cosa stiamo facendo e, soprattutto a raccontare quali sono le opportunità che oggi cerchiamo di dare a tutti gli imprenditori italiani”. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, partecipando al convegno “Investire, Accelerare, Crescere”, organizzato dalla Luiss Business School e da Confindustria Digitale, parla di occasione unica per le imprese perché “rafforzando e rendendo strutturale Transizione 4.0 creiamo i presupposti per ridurre quel gap in termini di innovazione e digitalizzazione che abbiamo con il resto d’Europa”. “Solo così – aggiunge Patuanelli – il Paese potrà fare un passo in avanti in crescita, economia, e sviluppo, tornare competitivo sul mercato globale e affrontare con successo questa crisi”.

Il Recovery fund per rendere strutturale il piano Transizione 4.0

Il ministro è entrato per la prima volta nel dettaglio delle cifre di cui si sta discutendo per rafforzare e rendere strutturali le misure del pacchetto Transizione 4.0. “Alcune aliquote prevederanno un forte boost nel primo anno e poi un décalage – spiega Patuanelli –  perché dobbiamo intervenire con una misura choc. All’inizio, in un momento in cui le aziende hanno difficoltà bisogna aiutarle a investire di più e dire loro che questa è l’occasione”.

Il primo elemento è la durata della misura: “Io sto combattendo per la triennalità e ci siamo vicini con un piano biennale con una partenza anticipata a novembre di quest’anno e l’estensione di sei mesi fino a giugno 2023”.

Poi “prevediamo la fruizione di tutti i crediti in 3 anni, anche per i beni strumentali per i quali oggi è di 5 anni, e la compensazione immediata – e non dall’anno successivo – dei crediti d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali”.

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