Rivoluzione blockchain: così scardinerà i tre pilastri della nostra società

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La tecnologia blockchain potrà attuare una rivisitazione del nostro sistema sociale ed economico, attualmente incardinato su tre pilastri portanti – condivisione, convenzione e certificazione – e  condurre a un ridimensionamento di una grande quantità di strutture, e non ci riferiamo solo a istituti di credito, organismi notarili o legali e via dicendo, bensì anche ai giganti del web, oggi dei veri e propri monopoli della trattazione e dell’accesso ai dati, il cui ruolo di garanzia è totalmente autoreferenziale.

Per comprendere in che modo la blockchain scompaginerà e riposizionerà alcune certezze creando probabilmente anche un nuovo impianto di interconnessione di validità sociale è però necessario soffermarsi ad analizzare in modo distaccato l’ordito del presente.

Indice degli argomenti

Le tre “C” alla base della nostra società

Come abbiamo accennato, il nostro sistema sociale ed economico è incardinato sulle tre “C” di condivisione, convenzione e certificazione

Condivisione: perché è innegabile che vi sia un interscambio continuo – economico, relazionale, contrattuale, affettivo – fra tutti i componenti della nostra società. Convenzione: perché nella narrazione sociale abbiamo creato ruoli e valori condivisi su cui fondiamo la realtà e le nostre certezze, il che equivale a dire la rete degli interscambi. Ma si tratta unicamente di convenzioni, sulle quali convergiamo in modo collettivo. Secondo l’affascinante teoria dello storico, saggista e professore di fama internazionale Yuval Noah Harari, l’uomo gode, a differenza degli altri esseri animali, di un tipo di percezione che, oltre a essere soggettiva e oggettiva, è anche intersoggettiva. In virtù di quest’ultimo livello di percezione è possibile creare una realtà di narrazione collettiva che, diventando intersoggettivamente condivisa, rappresenti la realtà del presente e la nostra storia. Guardandoci intorno rimaniamo storditi se osserviamo con il cannocchiale di questa prospettiva la nostra società. Uno dei casi più evidenti di questa complessità è la misurazione del tempo: una larga maggioranza di umanità si interfaccia sulla base del calendario gregoriano, che avvia il timer al momento della nascita di Gesù ma, per fare solo un esempio fra i tanti calendari, l’anno uno per la datazione islamica corrisponde al 622 del calendario giuliano, dunque non proprio per un’esigua rappresentanza di persone. Nella nostra dichiarazione dei redditi presentata sarà comunque necessario per tutti far riferimento all’anno in corso secondo il calendario gregoriano.

Autore: Redazione