Report Iungo: le difficoltà della supply chain accelerano in Italia il fenomeno nearshoring

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Con la riduzione del traffico delle navi mercantili tra l’Oceano Indiano e il Mar Rosso sui suoi flussi commerciali, l’Italia perde 95 milioni di euro al giorno. La chiusura temporanea del Canale di Suez ha indebolito le catene di approvvigionamento globali, ma ha anche stimolato la nascita di alcuni interrogativi strategici: conviene dipendere da un unico fornitore? E ancora: è preferibile collaborare con partner locali?

A queste domande risponde la piattaforma di supply chain collaboration in cloud Iungo, che stima una crescita del nearshoring in Italia al 2025 del 9% e che posiziona il Belpaese in vetta alla classifica delle destinazioni europee favorite per la centralizzazione delle forniture delle aziende continentali insieme a Polonia e Ungheria. L’analisi è stata condotta a partire da un dato osservato dall’azienda: l’80% dei nuovi fornitori oggi viene cercato vicino e non più nell’estremo Oriente.

 

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