Machinery: tutte le opportunità dell’Industrial IoT

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Categoria: Attualità
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L’evoluzione del machinery italiano, comparto che genera un fatturato aggregato prossimo ai 50 miliardi di euro, entra nella futuribile dimensione del customer service digitale. «Big data, intelligenza artificiale, elevata potenza di calcolo disponibile a basso costo on edge e in cloud. L’ecosistema tecnologico dell’Industrial IoT trasforma la macchina in una sorgente dati a supporto dell’as a service e dà vita a un modello che genera un doppio vantaggio: per il fabbricante, che può creare un business complementare alla vendita di prodotto, e per l’end user, che si ritrova a poter ridurre i fermi macchina, risolvere i cali di produzione e pianificare al meglio le risorse», afferma Barbara Colombo, presidente di Ucimu – l’associazione che rappresenta i costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione – e vice presidente di Ficep, l’azienda di famiglia, presente con filiali in tutto il mondo, che produce macchine utensili per lavorare profili di acciaio e lamiera e per lo stampaggio a caldo.

«L’Industrial IoT è un’occasione per ripensare le modalità del customer service attraverso servizi digitali in grado di generare nuovi flussi di ricavi», aggiunge Marco Taisch, docente della School of Management del Politecnico di Milano, presidente del Competence Center Made 4.0 e dello spin off universitario Miraitek. Certo, l’affermazione di questa tendenza non rende meno rilevante la progettazione meccanica-meccatronica: per un oem, la macchina è e sarà sempre l’elemento centrale della propria offerta. Tuttavia, il vantaggio competitivo non è più legato alle sole performance meccaniche. Insomma, i classici parametri con cui si vendeva una macchina sono cambiati. Il fattore più rilevante è dato dalla sua facilità d’uso, dalla sua manutenibilità e affidabilità. «L’opportunità della trasformazione digitale è cambiare ed aumentare il valore dell’azienda, dice Lucia Frigerio, vice presidente di Mindsphere World, la community IoT globale promossa da Siemens, e vice presidente di Mfl Group, multinazionale la cui punta di diamante è la Mario Frigerio Spa, storica azienda di macchine per la lavorazione di fili, funi e cavi di acciaio, rame ed alluminio. Se l’equity value di un oem tradizionale è 7, 8 volte l’ebitda, afferma la manager di Mfl, le aziende che hanno un modello as a service hanno multipli di 25, 30, 40 volte l’ebitda».

 

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