La fabbrica deve essere sensibile: si chiama Smart Market Factory

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L’evoluzione di Società ed Economia, accelerata dagli effetti pandemici, spinge il settore manifatturiero a guardare la fabbrica secondo nuovi paradigmi. Quattro sono i punti di osservazione per definire il nuovo modo di intendere la manifattura: gli azionisti, il mercato, i collaboratori e gli stakeholders (fig.1). In questa nuova visione l’azionista aggiunge ai tradizionali interessi per crescita, profittabilità ed immagine, il concetto di “resilienza” accompagnato da una business strategy focalizzata sul servizio e tirata dal mercato.

Un ruolo quello dell’azionista che nelle Pmi italiane è spesso coincidente con il management, ma che, in periodi di cambiamento, assume compiti distinti, che richiedono uno sguardo ampio che va oltre il proprio business, necessari per impostare una visione di medio lungo periodo, non influenzata dalla gestione operativa, un distacco dal contingente indispensabile per definire in modo chiaro il modello a cui tendere ed i percorsi di trasformazione atti a realizzarlo; percorsi che dovranno essere accompagnati da indicatori (KPI), come il cruscotto dell’auto, che consentono di verificare rapidamente direzione e risultati.

Il mercato aggiunge ad economicità, affidabilità e flessibilità, l’esigenza di garantire risposte rapide e capacità di personalizzare prodotti e servizi. Obiettivi che richiedono una profonda rivisitazione dei processi produttivi, della progettazione ed ingegnerizzazione dei prodotti che alla funzionalità aggiunge l’ottica della condivisione della componentistica, deve strutturare i servizi a corredo, e garantire riciclabilità e sostenibilità o meglio guardare alla circolarità economica. Caratteristiche queste ultime necessarie, ma non sufficienti per gestire una produzione on demand che richiede, per essere efficace, processi automatici e digitalizzati innestati su una orchestrazione organizzativa strutturata per flussi e supportata da competenze della struttura coerenti con questi indirizzi.

Il Capitale Umano è il fattore essenziale per la realizzazione della nuova manifattura; conoscenza, curiosità, coinvolgimento e partecipazione trasformano i dipendenti in collaboratori che, come tali, richiedono, come è sempre stato, un equo trattamento economico, formazione e crescita professionale, ma sullo stesso piano pongono la sicurezza, la conciliazione del lavoro con famiglia e tempo libero e cercano aziende attrattive, ambienti di lavoro confortevoli, organizzazioni chiare e ruoli ben definiti.

 

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Autore: Redazione