Intelligenza artificiale in fabbrica: difendere il suo valore strategico

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Cosa possono fare le aziende manifatturiere per tutelare il proprio investimento in Intelligenza Artificiale? Questa consiste in algoritmi, software e dati raccolti lungo la catena del valore. Se questi elementi fossero illecitamente ceduti dai dipendenti ad altre aziende, o se fossero carpiti illegittimamente da terzi, l’impresa che ha investito perderebbe quel vantaggio competitivo che pensava di aver acquisito implementando l’IA. L’impresa può anzitutto tutelare gli algoritmi come segreto commerciale, formula ampia che riguarda l’intero know how aziendale. Deve trattarsi però di informazioni di apprezzabile valore economico e segrete, rese tali da comportamenti attivi dell’impresa. Per evitare guai, l’azienda può porre in essere sei regole e sei best practice riportate in seguito. Fra queste, però, si sottolinea l’importanza di perimetrare il segreto, che deve avere un contenuto definito, e di implementare delle policy di tutela, perché le informazioni siano condivise solo alle persone autorizzate.

Ma cosa succede quando la violazione si è verificata? L’azienda può esercitare l’azione ordinaria civile. Ma in Italia ci vogliono anni, prima che la giustizia faccia il suo corso. Può optare per l’azione cautelare: in questo caso occorrono mesi, e l’attività della concorrenza può essere inibita anche inaudita altera parte. Infine, l’ultima arma a disposizione dell’azienda è l’azione penale. Qui però, ad essere tutelato è il segreto industriale: e cioè le informazioni strategiche, quelle da cui dipende l’esistenza stessa dell’impresa.

Tutto ciò è emerso all’evento online “Intelligenza Artificiale: la tutela del know-how sul posto di lavoro”, organizzato da AFIL, l’Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia che, guidata dal presidente Diego Andreis, porta all’attenzione della Regione le priorità della ricerca e innovazione della manifattura. AFIL sta realizzando una roadmap sull’Intelligenza Artificiale, nella quale verranno illustrate le priorità di R&I nell’ambito dell’IA, strategiche per il manifatturiero avanzato in Lombardia. Questo documento, che sarà una linea guida fondamentale per l’implementazione della Strategia di Specializzazione Intelligente della regione, evidenzierà anche le principali barriere per l’adozione e lo sviluppo dell’IA. Tra queste emergono barriere legali e regolamentari all’adozione di questa tecnologia, per cui occorre un approccio interdisciplinare. Ne hanno parlato le avvocatesse Gigliola PirottaBarbara BottalicoMonia Baccarelli e Giulia Escurolle, nonché il cluster manager di AFIL Giacomo Copani.

 

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