LA NUOVA ERA DELL’INDUSTRIA 5.0

Dalla Digitalizzazione alla Sostenibilità

L’Industria 4.0 e l’Industria 5.0 costituiscono due distinte tappe di un processo unico. Nonostante apparentemente presentino scopi differenti, entrambi i paradigmi sono legati da un fattore comune: l’impiego di soluzioni informatiche avanzate.

Ma se da un lato l’Industria 4.0 si focalizza sulla meccanizzazione e sulla transizione digitale dei sistemi manifatturieri tramite la messa in rete di apparati e l’impiego di flussi informativi per accrescere la produttività; l’Industria 5.0 incentiva i vantaggi ecologici e collettivi derivanti da un cambiamento che oltre ad essere tecnologico è anche ecosostenibile.

In sostanza, il 5.0 punta a favorire una manifattura interconnessa, cooperativa e, soprattutto, rispettosa del pianeta: i nuovi macchinari digitali devono essere anche portatori di un risparmio energetico reale, con una premialità riconosciuta per chi investe in macchine interconnesse che consumano meno (5.0).

 

Ma come si arriva a Transizione 5.0?

L'input dell'Europa

Tutto parte dal piano REPowerEU e dal suo regolamento attuativo con cui l’Europa ha chiesto agli Stati membri di investire non solo nel digitale, ma anche nel risparmio energetico per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Recepito in Italia

Attraverso il PNRR, varato con il Decreto Legge n. 19/2024 (Articolo 38) convertito in Legge 56/2024, che è l’atto di nascita ufficiale della misura. Successivamente, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il Decreto attuativo del 24 luglio 2024. con le linee guida del GSE.