Industria 4.0, Calabrò (Mise): “Il Piano ha funzionato, ora apriamo un tavolo per i prossimi anni”

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A distanza di 5 anni dalla sua nascita in Italia, è tempo di bilanci per il piano Industria 4.0, ma anche di considerazioni sul futuro della misura, a partire dalle modifiche inserite nella nuova bozza della legge di bilancio.

“Il piano ha avuto il merito di stimolare gli investimenti, all’epoca del 2017, completamente fermi, e di attuare un’autentica riforma culturale sui temi chiave dell’innovazione e della digitalizzazione”, spiega Marco Calabrò, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico: una figura da sempre molto attenta all’interlocuzione con le imprese.

“Gli incentivi previsti dal piano 4.0 non hanno tuttavia avuto una distribuzione capillare nel mondo delle imprese: nei primi anni sono stati sfruttati tendenzialmente dalle aziende che erano già pronte, quelle di dimensioni più grandi, e solo ora sta iniziando a raggiungere il tessuto delle PMI”.

La legge di bilancio ha stanziato le risorse per una proroga del piano al triennio 2023-2025, prevedendo dei tagli che non soddisfano tutti.

“Ci sono margini di miglioramento, dice Calabrò. Che però spiega: “La sessione di bilancio è una stagione convulsa e non è certamente il momento ideale per fare riflessioni del genere. Credo che con l’anno nuovo sarebbe importante intavolare un confronto per definire il futuro del piano Industria 4.0 dal 2023 in avanti – perché il tempo c’è -, con l’obiettivo di ricreare lo spirito e le finalità che c’erano all’epoca del primo, nel 2016″. Attenzione andrà posta anche alle nuove esigenze, una su tutte la sostenibilità, un driver importante su cui focalizzarsi.

 

 

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