Incentivi, la… Transizione 4.0 procede spedita. Ma mancano gli sgravi per R&D e innovazione

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I nuovi incentivi 4.0 prevedono aliquote maggiori, una platea più vasta che include anche artigiani e professionisti, e più elevata efficienza, grazie al recupero dei crediti fiscali anche in un solo anno. Inoltre, per la prima volta, si adotta una prospettiva di più lungo termine con l’estensione delle agevolazioni a un biennio. Ma nella bozza della Legge di Bilancio, all’art 184, che contiene la nuova disciplina c’è un grande assente: il credito di imposta per le attività di R&S e innovazione. Ovvero quella che sembrava essere la maggiore novità del pacchetto Transizione 4.0, rendendo possibile nei fatti l’investimento agevolato in economia circolare e re-manufacturing, i nuovi trend della produzione industriale. Cancellato con un colpo di spugna, anche se indiscrezioni ipotizzano che possa tornare, potenziato, prima dell’approvazione definitiva della legge. Ne abbiamo parlato con Alessandro Marini, Consigliere del Cluster Fabbrica Intelligente ed esperto di trasformazione digitale e con Andrea Pirola, partner dello studio internazionale di consulenza legale e tributaria Pirola, Pennuto Zei & Associati

 

La grande assenza: gli incentivi in R&S

Analizziamo il testo, partendo proprio da ciò che manca, per poi delinearne gli aspetti positivi di un impianto complessivamente molto potente. «Non se ne parla proprio ed è una cosa singolare. Perché sparisce uno strumento introdotto dieci mesi fa la cui efficacia non è stato possibile testare: non esistono ancora studi su quante aziende lo abbiano usato e su come abbia funzionato», dice Marini. «Si trattava di una formulazione dirompente, rispetto ai piani Calenda. Vale la pena ricordarlo: Transizione 4.0 aveva eliminato il riferimento alle spese incrementali rispetto al triennio di riferimento (2012-2014) e aveva così ampliato l’incentivo alla big corp che ha una quota di investimenti constante per quanto ingente. Prima di fatto erano escluse, nel 2020 sono state ammesse al credito di imposta del 12% su 3 milioni spesi in R&S nel 2020 e del 6% su 1,5 milioni in innovazione». Con un colpo di spugna, la legge di bilancio cancella «le agevolazioni appena introdotte su tanti investimenti molto innovativi, come per esempio tutte le tecnologie e attività di R&S che aumentino sostenibilità, l’economia circolare per sviluppare nuove opportunità di business, per esempio attraverso il riciclo delle materie prime, diventano attività di innovazione». O anche, infine, l’innovazione di design. Non tutto è perduto, e le agevolazioni potrebbero rientrare dalla finestra fornendo un sostegno alle imprese e assecondando la spinta pubblica sulle tecnologie digitali e sostenibili.

 

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