Il settore delle macchine per il tessile è in forte ripresa e guarda a un futuro 4.0 e green

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I costruttori italiani di macchinari per l’industria tessile possono ritenersi soddisfatti dell’anno lasciato alle spalle: nel 2021 infatti il settore ha recuperato significativamente rispetto al 2020, attestandosi sui livelli pre-Covid.

Più in dettaglio, secondo i dati resi noti da Acimit, la produzione italiana ha raggiunto un valore di 2.388 milioni di euro (+35% sul 2020 e +5% sul 2019), mentre le esportazioni complessive sono state pari a 2.031 milioni di euro (+37% sul 2020 e +9% sul 2019).

Il futuro prossimo, tuttavia, resta dominato dall’incertezza generata, come sottolinea Alessandro Zucchi, presidente dell’associazione: “Il 2022 rimane un anno pieno di incognite. Il conflitto russo-ucraino e il perdurare della pandemia rischiano seriamente di ritardare l’atteso consolidamento della crescita per le imprese del settore. La difficoltà nel reperimento delle materie prime e dei componenti condiziona negativamente la completa evasione degli ordini raccolti già nel 2021. Costi energetici in aumento e una dinamica inflattiva comune a molte commodities deprimono il clima di fiducia delle aziende. Tutto ciò rende il quadro previsivo per il settore nel suo complesso negativo. Saranno soprattutto i margini di redditività a essere erosi nel prossimo futuro”.

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