Il nuovo impianto del piano Transizione 4.0: che cosa convince e che cosa no

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Le indiscrezioni emerse in questi giorni sul nuovo impianto del piano Transizione 4.0, che sarà rafforzato e prorogato nella prossima legge di bilancio facendo leva sui fondi del NextGenEU, stanno scatenando la reazione nel mondo dell’industria manifatturiera.

Diciamolo subito: come emerso dal nostro sondaggio, le misure previste soddisfano in larga parte le aspettative delle imprese, ma ci sono ancora alcuni aspetti che lasciano perplessi. Ne abbiamo parlato con Massimo Carboniero, amministratore delegato di Omera, che è stato alla guida di Ucimu – Sistemi per Produrre fino al mese scorso, quando ha lasciato il timone nelle mani della neoeletta presidente Barbara Colombo. Nel corso del suo mandato Carboniero è stato testimone di ascesa e decadenza del mercato, dal periodo del boom del mercato della Macchina Utensile (2017-2018) alla pesante contrazione dell’ultimo anno. Ma soprattutto ha lavorato a stretto contatto con tutte le istituzioni per arrivare a una riformulazione del piano Transizione 4.0 in grado di restituire vigore agli incentivi e alla competitività del sistema manifatturiero italiano.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti che convincono e i punti di maggiore criticità.

L’avvio anticipato e la durata

“Sono felice – dice Carboniero – che il Governo abbia accolto la nostra richiesta di far partire gli incentivi già per gli acquisti effettuati a partire da novembre 2019”. La ratio di questa misura è semplice: se oggi fossero annunciate condizioni più vantaggiose da gennaio 2021, allora nessuno investirebbe a novembre e dicembre 2020, andando ad aggravare una situazione già complessa di suo. Ecco perché la legge di bilancio dovrebbe prevedere la possibilità di anticipare la validità delle nuove condizioni già agli investimenti di questi ultimi due mesi. Naturalmente l’imprenditore ha bisogno di certezze e quindi questa anticipazione avrà senso solo se il Governo si deciderà a presentare il nuovo piano al più presto, nelle prossime settimane, senza aspettare il varo ufficiale della legge di bilancio a fine dicembre.

 

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Autore: Redazione