Per l’Industria 5.0, il vocabolario si sposta da una visione puramente meccanica e digitale ad una più etica e ambientale.
Per l’Industria 5.0, il vocabolario si sposta da una visione puramente meccanica e digitale ad una più etica e ambientale.
Robot progettati per non sostituire l’uomo, ma per lavorare in sicurezza fianco a fianco con lui, potenziandone le capacità.
Il principio fondamentale del “non arrecare danno significativo” all’ambiente, vincolante per i finanziamenti PNRR e 5.0.
Modello di produzione e consumo che implica il riutilizzo, la riparazione e il riciclo dei materiali per estendere il ciclo di vita dei prodotti.
La riduzione dei consumi a parità di servizio o produzione; è la condizione essenziale per accedere ai nuovi incentivi statali.
L’ente garante e responsabile della gestione tecnica del Piano Transizione 5.0; si occupa di verificare i requisiti, gestire il portale delle comunicazioni e monitorare il risparmio energetico.
Evoluzione del concetto 4.0, in cui lo scambio di dati tra macchine non serve solo alla produttività, ma all’ottimizzazione delle risorse energetiche.
L’applicazione della metrologia per tracciare in tempo reale l’energia utilizzata, trasformando il dato in uno strumento di risparmio.
Il piano approvato nel 2021 dall’Italia per rilanciarne l’economia dopo la pandemia di Covid-19, al fine di permettere lo sviluppo verde, tecnologico e di digitalizzazione del Paese attraverso l’utilizzo dei fondi europei di Next Generation EU.
La capacità del sistema industriale di adattarsi rapidamente e resistere a shock esterni, come crisi energetiche o interruzioni delle catene di approvvigionamento.
Risultato energetico che deve essere validato da una perizia tecnica (ex-ante ed ex-post) per poter beneficiare del credito d’imposta.
Collaborazione strategica tra imprese diverse in cui lo scarto di un processo produttivo diventa materia prima per un’altra azienda.
L’impegno a produrre nel rispetto dell’ecosistema, puntando alla riduzione dell’impronta carbonica e all’uso di fonti rinnovabili.
La “transizione gemella” che vede l’innovazione digitale e la transizione ecologica come due percorsi inseparabili e complementari.