Everywhere workplace: la nuova frontiera del mondo del lavoro. Con Ivanti

Postato da: Redazione
Categoria: Attualità
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Come cambierà il mondo del lavoro quando, si spera a breve, sarà finita la pandemia? Si tornerà all’antico, tutti in ufficio, o si insisterà con il lavoro da remoto come in questi due anni? O, ancora, si adotteranno forme ibride? Ogni soluzione ha pro e contro, spesso diversi a seconda che si consideri la cosa dal punto di vista delle aziende o da quello dei dipendenti. E proprio quest’ultimo punto di vista è stato sviscerato in una ricerca recentemente presentata da Ivanti, società che tramite la sua piattaforma di automazione Neurons, che unisce la gestione unificata degli endpoint, la sicurezza Zero Trust e le soluzioni di gestione dei servizi aziendali, è in grado di abilitare l’Everywhere Workplace.

La ricerca, che ha visto coinvolti 4500 dipendenti e 1600 professionisti del settore It, ha messo in rilievo che due terzi dei team It aziendali hanno riscontrato maggiori problemi di sicurezza con l’aumento del lavoro da remoto. Ma ha anche registrato una buona accettazione del lavoro a distanza da parte della maggior parte dei professionisti intervistati, anche se non sono tutte rose e fiori: in particolare, a segnalare contraccolpi negativi, principalmente a livello psicologico, sono soprattutto le donne, che risentono più degli uomini anche della mancanza di contatto interpersonale con i colleghi. Nel complesso, però, i vantaggi finiscono per prevalere sugli inconvenienti, tanto che oltre il 70% degli intervistati afferma di preferire il lavoro da remoto a una promozione. E quasi un quarto degli intervistati ha dichiarato che se l’azienda lo obbligasse a tornare in ufficio, si licenzierebbe. Alla luce di questi risultati, risulta molto probabile che la maggior parte delle aziende finiranno per adottare, in futuro, soluzioni ibride, che vedranno i dipendenti presenti in ufficio solo qualche giorno alla settimana. Soluzioni che, secondo la ricerca, sono preferite dal 42% degli intervistati, in crescita del 5% rispetto alla rilevazione precedente

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