Decreto Aiuti: guida agli incentivi per formazione e acquisto software

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Categoria: Attualità, MISE
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È un intervento selettivo quello effettuato dal decreto Aiuti sugli incentivi Industria 4.0, che stimola gli investimenti delle imprese nei software e nella formazione, lasciando invece intatte le altre agevolazioni 4.0 (per esempio, quella sui macchinari). Il provvedimento potenzia il credito d’imposta sugli acquisti di beni immateriali, e rimodula quello sulla formazione 4.0, che sale per chi sceglie la formazione con certificazione delle competenze (i criteri saranno dettagliati da decreto ministero dello Sviluppo Economico), e scende, invece, per le imprese che fanno la formazione “ordinaria”. In entrambi i casi, si interviene sul solo 2022, mentre per gli anni successivi le agevolazioni 4.0 restano, ma con le aliquote previste dalla Legge di Bilancio.

La ratio, in base a quanto segnalano Stefano Valvason, direttore generale di Api, associazione piccole media industria, e il giuslavorista Francesco Seghezzi, presidente Fondazione Adapt, è quella di favorire investimenti più mirati da parte delle imprese, che spesso tendono a privilegiare l’acquisto di nuovi macchinari, in effetti fondamentali, sottovalutando l’importanza di software che sovrintendano all’intero processo produttivo e gestionale. Seghezzi chiarisce: «si pensa che il 4.0 sia la nuova macchina, invece è l’integrazione dei processi produttivi. Se io ho quattro macchinari bellissimi, ma non integro l’intera catena di produzione non colgo la base del principio 4.0, che è l’integrazione della supply chain».

 

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