Da Confindustria un piano “di azione e reazione” per sostenere l’economia

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Fronteggiare in modo rapido e con “strumenti non convenzionali” l’impatto negativo sull’economia causato dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Un invito a banche centrali, governi nazionali e comunità europea a fare ciò che “in situazioni ordinarie i governi non riescono – o non vogliono – fare”: investimenti (soprattutto pubblici) in infrastrutture materiali, sociali e immateriali all’avanguardia per contrastare l’arretramento della domanda privata. È questo il senso della proposta di Confindustria, che ha portato a Palazzo Chigi un piano di “azione e reazione” per contrastare gli effetti dell’arretramento dell’economia a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il piano si articola in sei punti che prevedono: rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture un piano di investimenti pubblici da 3 mila miliardi finanziati con eurobond azioni a supporto della liquidità alle imprese in difficoltà avvio di un piano triennale di semplificazioni azioni di incentivo per l’occupazione giovanile rilancio degli investimenti privati.

Di quest’ultimo punto fa parte la proposta di incremento delle aliquote dei crediti di imposta previsti dal Piano Transizione 4.0 (ex Industria 4.0) e il suo effettivo prolungamento triennale.

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