Credito d’imposta o superammortamento e iperammortamento? Questo è il dilemma…

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Il credito di imposta su innovazione e R&S potrebbe diventare strutturale, almeno triennale. Inoltre le aziende potrebbero scegliere se usare questo beneficio o il vecchio meccanismo dell’iper e super ammortamento. Lo ha dichiarato il titolare del Mise Stefano Patuanelli all’indomani del via libera della Corte dei Conti al decreto che dà attuazione al piano Transizione 4.0. Un piano che stanzia 7 miliardi per finanziarie gli investimenti delle imprese che scommettono su digitalizzazione, investimenti green, R&S, formazione 4.0. Incentivate al 10% le attività di de-assemblaggio e re-manufacturing, che sono un trend crescente per l’industria.

Le dichiarazioni di Patuanelli sono rilevanti perché, se ad esse faranno seguito azioni concrete, si toglierà il velo su uno dei maggiori limiti di quelle che sono state finora le misure di incentivo per abilitare la quarta rivoluzione industriale: ovvero la mancanza di visibilità oltre l’anno – che cozza con l’abitudine delle imprese a fare piani di investimento pluriennali – e una certa eccessiva rigidità che ingabbia dentro una impostazione che non è modificabile. Ne abbiamo parlato anche con Andrea Pirola, partner di Pirola Pennuto Zei & Associati, studio di consulenza legale e tributaria.

I contenuti del decreto attuativo

Prima di commentare le dichiarazioni del ministro, una breve sintesi di cosa contiene il decreto attuativo che ha ricevuto il via libero definitivo con il benestare della Corte dei Conti. Ne abbiamo parlato diffusamente qui, ma in sintesi il decreto ministeriale che Patuanelli ha firmato a inizio mese dà attuazione agli articoli da 1 a 6 della legge di bilancio 2020, 160/2019 (il cosiddetto piano Transizione 4.0).

Stefano Patuanelli, ministro del Mise, presenta il Piano Transizione 4.0

In particolare chiarisce quali sono:

le attività di ricerca e sviluppo incentivabili con il credito d’imposta al 12% delle spese nel limite massimo di 3 milioni di euro (articolo 2); l’innovazione tecnologica per cui spetta il credito d’imposta al 6% per spese fino a un massimo di 1,5 milioni di euro (articolo 3); cosa si configura come design e ideazione estetica per ottenere il credito d’imposta al 6% (con il medesimo limite limite massimo di 1,5 milioni di euro, in base all’articolo 4); quali siano gli obiettivi di transizione digitale ed ecologica (parte dell’innovazione tecnologia) per cui il credito di imposta sale dal 6% al 10% (articolo 5); elenca le spese ammissibili e la documentazione necessaria per beneficiare del credito di imposta (articolo 6).

 

 

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Autore: Redazione