BCG: intelligenza artificiale, l’alleato della ristrutturazione delle filiere nell’automotive

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Categoria: Attualità
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C’è un mito da sfatare: si è sempre detto che le filiere dell’automotive fossero le più robuste. E questo è vero, per certi aspetti: senz’altro le più integrate e sincronizzate nel mondo dell’industria, e quelle in cui l’azienda al vertice imponeva ai vari livelli di supply l’avanzamento tecnologico forzoso, per stare al passo. Il problema è che si basavano sul principio della stabilità: geopolitica, delle forniture e dell’innovazione a step. Sotto il profilo della resilienza, invece, erano deboli come le altre filiere e anche di più, perché più globalizzate. È il motivo per cui si sono sgretolate miseramente sotto i colpi del Covid, della crisi dei microchip e del conflitto Russo-Ucraino. Si tratta di ristrutturarle. Ma come fare? L’intelligenza artificiale può aiutare parecchio.

In definitiva, infatti, l’AI è un abilitatore per supportare la generazione e l’analisi di nuove metriche; grazie ad essa si possono identificare e correggere gli errori nella catena della fornitura, e questo dall’ingresso delle materie prime in filiera per arrivare alla distribuzione del prodotto. Si possono simulare le situazioni di crisi, per capire in quale punto della supply chain incideranno. Nel network design assistito dall’AI, si definisce come e dove costruire magazzini, come migliorare la logistica, come ottimizzare i flussi e l’attività delle singole warehouse. Si fanno previsioni sulla domanda e si stabiliscono Kpi real time.

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