230 aziende italiane espongono all’Emo di Hannover

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All’ombra dell’arretramento della produzione industriale tedesca e del crollo della domanda di macchine utensili italiane, si tiene, tra il 16 e il 21 settembre, la 22esima edizione di L’impressione, però, è che l’afflusso di imprese nazionali segnali la necessità di comprendere “quanto mercato” ci sia per loro all’estero, vista la considerevole attenuazione degli ordini nel secondo trimestre di quest’anno; e di capire che relazione ci sia tra ciò e alcuni fenomeni di portata globale, come il freezing tedesco, l’avanzata del protezionismo e l’inasprimento di conflitti tra Usa e Cina.

L’altra motivazione per le aziende italiane, oltre alla fisiologica necessità di stringere relazioni commerciali, è quella di osservare e interpretare i trend di mercato, in atto o futuri. Ad esempio, entra nel vivo Umati, interfaccia universale per le macchine utensili; messa a punto da un team di costruttori e di fornitori di tecnologia, si propone come standard aperto in grado di connettere le macchine agli ecosistemi IT specifici del cliente.

Saranno presentate diverse implementazioni. La fiera è promossa da Cecimo, l’associazione europea di macchine utensili e tecnologie correlate; riunisce 15 associazioni nazionali, tra cui l’italiana Ucimu – Sistemi per produrre, il cui presidente, Massimo Carboniero, abbiamo intervistato.

Massimo carboniero, Presidente Ucimu Un evento-verità, per i produttori italiani di macchine utensili, sul mercato tedesco

C’è una ragione di più per le imprese e per gli specialisti italiani che faranno capolino a Anche il Pil è in calo, dello 0,1% nel periodo aprile-giugno. Il rischio è che il prossimo trimestre certifichi la recessione tecnica di Berlino. «Non è una bella prospettiva per noi – continua Carboniero -:  questa situazione ci sta già danneggiando. Che sia stato il dieselgate a colpire la Germania, o l’incapacità di Berlino di reinventare in breve tempo un modello green di automotive, poco importa. La verità è che tutto questo ha innescato una spirale negativa che ha finito per riguardarci».  Per la precisione, la situazione italiana dei produttori di macchine utensili appare più complicata.  Nel secondo trimestre del 2019 si è assistito ad un arretramento degli ordini pari a – 31,4% su base annua; percentuale che  mette insieme la diminuzione di quelli interni (- 43%) e quella degli ordini esteri (-28,5%).

Per Carboniero «la riduzione della raccolta interna era prevista, perché dopo lo choc positivo provocato dai provvedimenti 4.0, il mercato domestico sta tornando alle sue dimensioni fisiologiche; quella della raccolta estera è invece un altro paio di maniche.

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